Cari amici della Cooperativa "I Pittori",
vogliamo condividere con voi un'esperienza che ci ha entusiasmato e ci ha insegnato parecchio! Venerdì 18 marzo la nostra ACS "I Pittori" si è recata presso la Cooperativa "ITER": si tratta di un centro diurno che dà la possibilità a persone diversamente abili di migliorare le proprie competenze attraverso il lavoro. La cooperativa, nata nel 1988, propone agli utenti - grazie alla collaborazione di diverse aziende - laboratori di vario tipo:assemblaggio, imbustaggio, incollatura, etichettatura, attività creative e di tipo grafico-pittorico, attività tessile etc.

Siamo partiti da scuola e, approfittando della bella giornata di sole, abbiamo attraversato la città da nord ad est, accompagnati dai nostri insegnanti.

Una volta arrivati alla cooperativa siamo stati accolti con grande calore da Paolo, il direttore. Nell'ingresso abbiamo subito notato un grande affresco dipinto dai ragazzi della Scuola d'Arte Depero , che rappresenta un sentiero incastonato in una quercia, simbolo di Rovereto; abbiamo potuto riconoscere vari edifici e luoghi storici della nostra città: la Chiesa di San Marco, la Campana dei Caduti, le Manifatture, il parco di Santa Maria etc. L'azzurro dello sfondo rappresenta il torrente Leno. Paolo ci ha fatto notare le radici della quercia, che simbolicamente rappresentano lo stretto legame che unisce la Cooperativa Iter alla comunità roveretana.

Nella stanza successiva abbiamo potuto notare le pareti ricoperte dalle foto in bianco e nero delle persone, utenti ed educatori, che hanno frequentato e frequentano la Cooperativa.

Paolo ci ha spiegato il significato della parola "ITER": si tratta di un termine latino che significa percorso o viaggio. Quello intrapreso dalla Cooperativa, infatti, è un viaggio che non dovrebbe avere mai fine, un'avventura ricca di ostacoli ed imprevisti, ma anche di grandi gioie e soddisfazioni. Questa Cooperativa, che utilizza spazi messi a disposizione dal Comune, offre un'opportunità alle persone che, per vari motivi, non possono trovare una collocazione nel mondo del lavoro.

Paolo ci ha fatto riflettere sull'importanza del lavoro: il lavoro è terapeutico, dà dignità alla persona, fa sentire vivi, gratifica, permette di migliorare le proprie competenze e le capacità relazionali e di rimanere in contatto con il mondo esterno.

Paolo ci ha chiesto di esprimere con una parola ciò che abbiamo provato nel momento in cui siamo entrati nell'edificio. Le nostre risposte sono state: stupore - accoglienza - collaborazione -luce - colore - primavera - comunità - rilassamento - calma. L'ambiente è caldo, colorato, rilassante: Paolo ci ha detto che solo se siamo rilassati possiamo guardarci intorno ed accorgerci degli altri. Se siamo nervosi o irritati ci preoccupiamo solo di noi stessi e dei nostri problemi e non ci accorgiamo delle necessità dell'altro.

Nella cooperativa ognuno ha un ruolo, un compito ben preciso ed ogni ruolo è importante per il buon funzionamento del gruppo. La Cooperativa Iter non solo offre opportunità lavorative ma organizza, almeno una volta al mese, uscite ed escursioni: gite in montagna, visite nei vari musei etc. Questi momenti di aggregazione sono particolarmente importanti anche perchè permettono di mantenere legami con il mondo esterno.

Paolo, nel nostro giro di esplorazione, ci ha indicato una sala dove tutti si riuniscono a bere il caffè: è un momento molto importante nella vita della Cooperativa, perchè permette di rilassarsi e di consolidare nuove e vecchie amicizie. Abbiamo visitato poi i laboratori nei quali si svolgono attività di vario tipo: preparazione delle cartelle ospedaliere, assemblaggio di componenti, realizzazione di cinture ricavate dal riciclo di copertoni,creazione di quaderni ricavati dal riciclo della carta e di manufatti vari. Nella sala di "impacchettamento" c'era il velocissimo Mauro che, zitto zitto, piegava le cartelle ospedaliere, il timido Adriano ed il simpaticissimo Olimpio che rendeva l'atmosfera allegra con le sue battute. Dopo aver visitato i laboratori, Paolo ci ha diviso in gruppi. Ogni gruppo si dedicava ad un'attività specifica.

Tutti lavoravano con grande entusiasmo. Il nostro gruppo doveva realizzare le cartelle ospedaliere: il nostro obiettivo era di 50 cartelle, ma abbiamo lavorato così volentieri che siamo riusciti a piegarne 150. Altri compagni hanno creato manufatti di vario tipo.

L'atmosfera era molto rilassata, abbiamo lavorato ma anche chiacchierato, riso e scherzato. Quando i nostri insegnanti ci hanno detto che il tempo di permanenza nella cooperativa stava per concludersi eravamo tutti dispiaciuti , perchè avevamo fatto nuove amicizie. Questa esperienza ci ha dato modo di conoscere una nuova realtà e di confrontarci con persone che hanno le nostre stesse emozioni,emozioni che vengono però espresse in maniera diversa. Abbiamo imparato che, in una cooperativa, l'importante non è essere il più bravo o il più veloce : ciò che conta è esserci, eseguire quello che ti viene assegnato al meglio delle tue capacità e condividere il più possibile. Alcuni di noi hanno avuto un'impressione talmente positiva da questa esperienza, che hanno espresso il desiderio di lavorare in una Cooperativa come volontari! Un saluto cooperativo a tutti!

I documentaristi Antonio Guida e Andrea Russo.